(dopo aver tradotto il passo)
Una
riflessione per comprendere la cultura classica
Analizza le
reazioni dei vari protagonisti dell’episodio: il tribuno, i Romani, i Macedoni.
Cosa rivela
questo brano sulle credenze astronomiche degli antichi?
Sai proporre
qualche parallelo tratto dalle opere antiche o dalla letteratura italiana?
Castris permunitis
C. Sulpicius Gallus, tribunus militum secundae
legionis,
qui praetor superiore anno
fuerat,
consulis
permissu
ad contionem militibus vocatis
(che subordinata
nominale riconosci? Attenzione al tempo)
pronuntiavit,
(attenzione al
significato: è un falso amico)
nocte proxima,
ne quis id pro portento acciperet,
(che pronome è quis? Perché si
presenta in questa forma? Osserva cosa lo precede)
ab hora secunda usque ad quartam horam noctis lunam defecturam esse.
(da quale principale dipende?
Attenzione al tempo)
Id
quia naturali ordine
statis
temporibus
fiat,
et sciri ante
et praedici posse.
(posse dipende da un
verbo di dire sottinteso; attenzione alla diatesi degli infiniti che posse
regge)
Itaque
quem ad
modum,
quia certi
solis lunaeque et ortus et occasus sint,
nunc pleno orbe, nunc
senescentem exiguo cornu fulgere lunam
(da quale prop. dipende?)
non mirarentur,
ita ne obscurari
quidem,
(attenzione alla
disposizione dell’avverbio negativo)
cum condatur umbra terrae,
(attenzione al caso di
umbra)
trahere in prodigium debere.
(anche debere dipende da
un verbo di dire sottinteso)
(considera obscurari e trahere
come infiniti sostantivati: con quale diversa funzione?)
Nocte,
quam pridie nonas
Septembres insecuta est dies,
edita
hora
luna cum defecisset,
Romanis militibus Galli
sapientia prope divina videri;
(anche qui la principale
con un verbo di dire è sottintesa)
Macedonas
ut triste prodigium,
occasum regni
perniciemque gentis portendens,
(che modo è? Con cosa
concorda?)
movit
(qual è il sogg.
sottinteso? Ricavalo dal contesto)
nec
aliter vates.
Clamor ululatusque in
castris Macedonum fuit,
donec luna in suam lucem emersit.
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