(dopo aver tradotto il passo)
Una
riflessione per comprendere la cultura classica
Si tratta
di una lettera di Cicerone. Quali differenze riscontri rispetto ad altri testi
più ufficiali?
Questo testo
apre uno squarcio sull’animo dell’autore: cosa ti rivela?
Traccia una
breve analisi del rapporto di Cicerone con la letteratura proponendo, se li
conosci, collegamenti anche con altri passi di questo autore.
Puoi collegare
questo brano con altri autori che hai letto?
CICERO M.
VARRONI S.
(è la consueta formula
di apertura di una lettera. S. è l’abbreviazione per “salutem
dicit”)
Ex iis
litteris,
(da che verbo dipende?
Attenzione al numero nella traduzione!)
quas Atticus
(che pronome è? A cosa
si riferisce?)
a te missas
(che modo è? Con cosa
concorda? Attenzione alla diatesi)
mihi legit,
(dov’è il sogg.?)
quid ageres
et ubi esses
(che proposizioni
sono? Da che verbo dipendono?)
cognovi;
quando autem te visuri essemus,
(che proposizione è?
Da che verbo dipende? Attenzione alla consecutio)
nihil
sane ex isdem litteris potui suspicari.
(che significa l’aggettivo
concordato con litteris?)
In spem
tamen venio
appropinquare tuum adventum:
(che prop. è? Qual è
il sogg.?)
qui
mihi utinam solacio sit!
(che pronome riconosci
all’inizio? Qui però è usato con valore di…)
(che tipo di
congiuntivo indipendente osservi? Cosa te lo segnala?)
(mihi e solacio
sono nello stesso caso e il predicato è sit: che costruzione riconosci?)
Etsi tot tantisque
rebus urgemur,
(etsi normalmente
introduce una subordinata; qui però…; trovi lo stesso valore anche sotto)
(il verbo si trova
nella diatesi… quindi tot tantisque rebus
è in caso…)
ut nullam adlevationem
quisquam non stultissimus sperare debeat;
(che subordinata rilevi;
osserva il legame di ut con un sintagma della reggente)
(nella resa rifletti
su dove collocare la negazione presente in nullam)
sed tamen aut
tu potes me aut ego te
(attenzione al
tempo!!!)
fortasse aliqua re iuvare;
(devi legare me e te a iuvare;
riguarda la costruzione di questo verbo)
scito
enim
(che modo è? perché si
trova in questo tempo?)
me,
posteaquam in urbem venerim,
(attenzione alla consecutio)
redisse cum veteribus amicis,
(che prop. è? Qual è
il sogg.?)
id est cum libris nostris,
(il sintagma
evidenziato viene tradotto letteralmente con quale congiunzione italiana?)
in gratiam;
etsi non idcirco eorum usum
dimiseram,
quod iis suscenserem,
sed
quod eorum me subpudebat;
(che subordinate sono?
Perché si trovano con due modi diversi?)
videbar
enim mihi,
(ripassa la costruzione
di videor; che verbo regge?)
cum me in res turbulentissimas infidelissimis sociis demisissem,
praeceptis illorum non
satis paruisse.
Ignoscunt
mihi,
revocant
in consuetudinem pristinam
teque,
(il -que coordina quali
proposizioni?)
quod in eo permanseris,
sapientiorem
quam me
dicunt
fuisse.
(che subordinata è?
Dov’è il sogg.?)
Quamobrem,
(anche se in origine è
un pron. relativo, qui è usato in forma di…)
quoniam placatis iis utor,
(ripassa la
costruzione del verbo)
videor
sperare
debere,
si te viderim,
et
ea,
quae premant,
et
ea,
quae impendeant,
me facile transiturum.
(che ausiliare manca
per completare il predicato? Attenzione al tempo!)