mercoledì 8 luglio 2026

Cicerone: I libri sono un conforto [D] (struttura commentata)

 

(dopo aver tradotto il passo)

 

Una riflessione per comprendere la cultura classica

 

Si tratta di una lettera di Cicerone. Quali differenze riscontri rispetto ad altri testi più ufficiali?

 

Questo testo apre uno squarcio sull’animo dell’autore: cosa ti rivela?

 

Traccia una breve analisi del rapporto di Cicerone con la letteratura proponendo, se li conosci, collegamenti anche con altri passi di questo autore.

 

Puoi collegare questo brano con altri autori che hai letto?

 

CICERO M. VARRONI S.

(è la consueta formula di apertura di una lettera. S. è l’abbreviazione per “salutem dicit”)

 

Ex iis litteris,

(da che verbo dipende? Attenzione al numero nella traduzione!)

quas Atticus

(che pronome è? A cosa si riferisce?)

a te missas

(che modo è? Con cosa concorda? Attenzione alla diatesi)

mihi legit,

(dov’è il sogg.?)

quid ageres

et ubi esses

(che proposizioni sono? Da che verbo dipendono?)

cognovi;

 

quando autem te visuri essemus,

(che proposizione è? Da che verbo dipende? Attenzione alla consecutio)

nihil sane ex isdem litteris potui suspicari.

(che significa l’aggettivo concordato con litteris?)

 

In spem tamen venio

appropinquare tuum adventum:

(che prop. è? Qual è il sogg.?)

 

qui mihi utinam solacio sit!

(che pronome riconosci all’inizio? Qui però è usato con valore di…)

(che tipo di congiuntivo indipendente osservi? Cosa te lo segnala?)

(mihi e solacio sono nello stesso caso e il predicato è sit: che costruzione riconosci?)

 

Etsi tot tantisque rebus urgemur,

(etsi normalmente introduce una subordinata; qui però…; trovi lo stesso valore anche sotto)

(il verbo si trova nella diatesi… quindi tot tantisque rebus è in caso…)

ut nullam adlevationem quisquam non stultissimus sperare debeat;

(che subordinata rilevi; osserva il legame di ut con un sintagma della reggente)

(nella resa rifletti su dove collocare la negazione presente in nullam)

 

sed tamen aut tu potes me aut ego te

(attenzione al tempo!!!)

fortasse aliqua re iuvare;

(devi legare me e te a iuvare; riguarda la costruzione di questo verbo)

 

scito enim

(che modo è? perché si trova in questo tempo?)

me,

posteaquam in urbem venerim,

(attenzione alla consecutio)

redisse cum veteribus amicis,

(che prop. è? Qual è il sogg.?)

id est cum libris nostris,

(il sintagma evidenziato viene tradotto letteralmente con quale congiunzione italiana?)

in gratiam;

 

etsi non idcirco eorum usum dimiseram,

quod iis suscenserem,

sed quod eorum me subpudebat;

(che subordinate sono? Perché si trovano con due modi diversi?)

 

videbar enim mihi,

(ripassa la costruzione di videor; che verbo regge?)

cum me in res turbulentissimas infidelissimis sociis demisissem,

praeceptis illorum non satis paruisse.

 

Ignoscunt mihi,

revocant in consuetudinem pristinam

teque,

(il -que coordina quali proposizioni?)

quod in eo permanseris,

sapientiorem quam me

dicunt

fuisse.

(che subordinata è? Dov’è il sogg.?)

 

Quamobrem,

(anche se in origine è un pron. relativo, qui è usato in forma di…)

quoniam placatis iis utor,

(ripassa la costruzione del verbo)

videor

sperare debere,

si te viderim,

et ea,

quae premant,

et ea,

quae impendeant,

me facile transiturum.

(che ausiliare manca per completare il predicato? Attenzione al tempo!)